23 marzo 2019 | LA DIFFICILE STIMA DEI DANNI SANITARI | STUDI EQUIPE PROF. FORESTA SU TESTOSTERONE E PROGESTERONE

di Dott.ssa Laura Facciolo

La difficile stima dei danni sanitari alla luce degli ultimi studi condotti sulla popolazione veneta esposta ai PFAS. Lettura divulgativa delle recenti ricerche dell’Equipe del Prof. Foresta, Università di Padova*.

È decisamente difficile fare le stime dell’impatto dell’inquinamento da PFAS in Veneto non solo per la sua estensione geografica ma soprattutto per l’ampiezza dei suoi effetti a livello ambientale, sanitario ed economico.

Ad oggi la Procura di Vicenza ha unicamente stilato una lista di 13 indagati e non è ancora partito alcun processo contro l’azienda che per decenni ha prodotto e sversato PFAS (Miteni). Il Ministero dell’Ambiente ha recentemente chiesto 136,8 milioni di euro di danni all’azienda (quantificazione delle misure di riparazione del danno operate dal Ministero per gli interventi atti a garantire l’abbattimento dei Pfas negli scarichi e negli acquedotti) mentre la Regione Veneto ha computato un danno pari a 4,8 milioni (potenziamento delle infrastrutture di potabilizzazione). Da sottolineare come entrambe queste richieste siano state prontamente rispedite al mittente dall’attuale curatore fallimentare dell’azienda e, di fatto, non si comprende se siano state avanzate su basi legalmente fondate o emesse con l’unico valore di “contentino mediatico” per la popolazione, giustamente arrabbiata sempre in fervida attesa di azioni mirate e concrete. Continua a leggere 23 marzo 2019 | LA DIFFICILE STIMA DEI DANNI SANITARI | STUDI EQUIPE PROF. FORESTA SU TESTOSTERONE E PROGESTERONE

02 marzo 2019 | PERSISTENZA DEI PFAS NEL SANGUE DEI LAVORATORI MITENI

di Prof. Franco Sarto
Università di Padova
già Direttore del Servizio
di Prevenzione e Sicurezza del Lavoro ULSS 16

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Lettura divulgativa dello Studio commissionato dall’Assessorato alla Sanità del Veneto al dott. Enzo Merler (DGRV n. 1191 del 1 ago.2017)

I composti perfluoroalchilici (PFAS) sono assorbiti rapidamente dall’organismo umano per via aerea e cutanea nei lavoratori e per via alimentare nella popolazione generale. La loro eliminazione è lenta e dura anni, per questo si verifica il fenomeno del bioaccumulo. Lo studio commissionato dalla Regione aveva il principale scopo di valutare l’emivita di questi composti, cioè il tempo necessario a dimezzare la loro concentrazione nel sangue. Questo dato si ottiene valutando nel tempo le concentrazioni dei vari composti dopo il cessare dell’esposizione professionale. Non è una misura precisa in quanto non si può escludere un assorbimento extra professionale, ma dati gli altissimi livelli di accumulo nei lavoratori della Miteni, è un dato importante. Continua a leggere 02 marzo 2019 | PERSISTENZA DEI PFAS NEL SANGUE DEI LAVORATORI MITENI